Il carisma di Madre Laura nella vita di congregazione

RISALENDO ALLE SORGENTI

“… Come albero piantato
su rivi di acque correnti
che dà frutto nella sua
stagione”
(Ps 1,3)

IL CARISMA della Fondatrice da sviluppare, nella fedeltà, è quello di servire Dio e la Chiesa, mediante una vita di amore e di zelo apostolico caratterizzato “da una attenzione premurosa al mistero di Dio – Amore in Cristo vivente nell’Eucaristia e nei fratelli”.
La Congregazione, secondo la Fondatrice, deve essere una vera Famiglia unita nel nome di Cristo, per promuovere gli interessi del Padre.
La sua spiritualità è incentrata sulla persona di Cristo e particolarmente sul S. Cuore.
La Madre ha voluto porre l’accento sull’AMORE e sulla RIPARAZIONE “due caratteristiche proprie di tutti i tempi e che oggi sono più attuali che mai”.
La nostra risposta a Dio nel Cristo e nella Chiesa deve essere una vita di amore contrassegnata dallo spirito di ADORAZIONE.
L’incontro con Gesù nel Sacramento approfondisce la nostra unione con Lui, aprendo la nostra esistenza a tutti gli aspetti della sua azione redentrice e suscitando una risposta sempre più libera e più piena al suo appello, secondo la nostra vocazione religiosa e la nostra missione nella Chiesa.
La nostra adorazione non è soltanto il simbolo di una amicizia che si approfondisce, ma ci pone realmente, secondo il nostro autentico carisma, in vero servizio della Chiesa.
La RIPARAZIONE che siamo chiamate a compiere non è l’atto primo e fondamentale del culto al S. Cuore.
Gli atti fondamentali della Religione sono l’adorazione e l’amore, ma in questo mondo di peccato la riparazione costituisce la forma che prende il nostro amore, e non il fine al quale tende l’amore stesso.
La nostra riparazione si pone nella riparazione sovrabbondante di Gesù che si svolge nel tempo.
Non si tratta di una riparazione nuova, ma di un compimento. La vocazione riparatrice è germinata dal Battesimo:
“Voi siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio”.
Per risuscitare e vivere con Cristo, occorre prima essere morti al peccato. Fatti membri di Cristo per il Battesimo, la riparazione possiede, anche, una dimensione fraterna:
“E’ una partecipazione alla responsabilità dei peccati del mondo. In unione con Cristo agonizzante il cristiano attua la sua solidarietà nel peccato, perché è Cristo che soffre in lui e con lui agonizza per la salvezza del mondo… Soffrire del peccato, condividere le angosce di Cristo in agonia vuol dire opporsi con tutte le proprie forze al regno di satana e lavorare per l’ADVENIAT REGNUM TUUM”.
Questo stile di vita diventa nostro per un doppio titolo: cristiane e religiose della Famiglia del S. Cuore.
La riparazione ci mostra, ancora, l’importanza della penitenza (virtù e sacramento) e del nostro impegno nella lotta contro il peccato la forza del quale è sempre attiva, nonostante il Battesimo. Le grandi linee del peccato e della riparazione dominano la storia della salvezza (Antico e Nuovo Testamento) per questo la riparazione è sempre attuale e fondamentale nella religione cristiana.
La nostra Fondatrice attribuiva una grande importanza all’ora santa o riparatrice. Ella poneva l’essenziale di questo esercizio nella meditazione del mistero della Passione e della morte del Signore, per unirci ad esso e viverlo.

CULTO AL S. CUORE E MISTERO EUCARISTICO

La nostra Congregazione si propone il culto al S. Cuore che ha il suo vertice nel mistero eucaristico. Il Papa PAOLO VI ci invita a mettere in luce questo legame che unisce il culto al Cuore di Gesù e l’Eucaristia. Egli ci ricorda che in questo sacramento abbiamo “il dono più grande del Cuore di Gesù, la presenza di Colui che intercede incessantemente per gli uomini, la commemorazione del grande amore, manifestato nella Passione”.
Madre Laura intuì questo legame e lo realizzò.
Leggiamo, infatti, “Madre Laura devotissima del SS. Sacramento volle la sua Congregazione denominata “FAMIGLIA DEL S. CUORE” ed avesse per fine precipuo l’adorazione, l’amore e l’apostolato Eucaristico, la cura dei comunicandi, il decoro dei santi altari.
E ancora: “Vi raccomando amore a Gesù Sacramentato grande, generoso e costante. Come sempre vi ho detto, vi dico ancora: “Tutti i momenti di libertà passateli davanti al Tabernacolo, al Prigioniero d’amore. Una religiosa della Famiglia del S. Cuore deve sempre trovarsi con lo spirito là dove vi è l’amore. Nessun sacrificio vi pesi, nessuna privazione, nessuna umiliazione, risparmiate per Gesù Sacramentato”.
Per quanto riguarda il Sacrificio Eucaristico esortava:
“Ascoltando la S. Messa, contempliamo Gesù che si offre e si immola per noi. Dopo la elevazione facciamo nostri i sentimenti della Madonna, di S. Giovanni, di S. M. Maddalena…”.
Tutto possiamo col sangue di Gesù. Unite a Gesù nostro Sposo, prima facciamo un atto di adorazione, poi volgendoci all’Eterno Padre diciamo: “Non ho nulla da offrirvi che sia degno di Voi; ho il Vostro Figlio, e questo ve lo offro coi meriti infiniti della sua Passione e morte perché per riguardo suo mi concediate le grazie che vi chiedo”.
Dalla seguente espressione possiamo dedurre come la Madre vivesse quotidianamente la sua mistica messa:
“Io sono felice di averti dato tutto; un solo desiderio conservo ed è di amarti sempre, di farti amare e di consumare tutta me stessa in ispirito di amore riparatore”.

AL SERVIZIO DELLA CHIESA E DEI FRATELLI

“Ogni Istituto ha una fisionomia ed uno scopo speciale di Provvidenza se vi rinuncia o lo perde di mira decade. Il Signore in questi tempi ha suscitato la nostra Congregazione per far rivivere nelle famiglie lo spirito cristiano colle nostre opere, scuole di lavoro, asili, oratori, ecc… Se perderemo di vista questo fine o ci scosteremo periremo”.
“Nel rinnovamento dell’apostolato della nostra Congregazione si insiste perché la “Pastorale di insieme” ci veda oggi, come ai primordi della Congregazione, a fianco dei Parroci, nelle prestazioni parrocchiali, con la nostra presenza di coadiutrici specializzate, in modo da rispondere alle reali necessità della Chiesa. La suora è la “sorella di tutti e di ciascuno e ciascuno ha il diritto di sentirla vicina ai suoi problemi, pronta ad accorrere in suo aiuto, preparata spiritualmente, adeguata ai tempi, ai luoghi, alle persone, in modo da trasmettere sempre più efficacemente il messaggio della salvezza”.

SCUOLA MATERNA, ORATORIO, CATECHESI, OPERE PARROCCHIALI, NUOVE ESPERIENZE

Chiunque accoglie questo fanciullo

nel mio nome, accoglie me…
(Lc 9,48)

Guardatevi dal disprezzare uno solo
di questi piccoli, perché vi dico che
i loro angeli nel cielo vedono sempre
la faccia del Padre mio, che è nei cieli…
(Mt 18,10-11)

Tutto nella (suora) si ispiri alla
semplicità e alla carità di Madre Laura,
in modo che la scuola sia un modello…
per lo spirito che l’anima,
per la coscienza della grandezza della
nostra missione e per la cura morale
e spirituale che circonda il (bambino)”.
(Dir. pg.40)

Apriamo le nostre case
a ricevere la gioventù… Seguiamo le
giovani e le adolescenti nella loro
formazione umana e sociale.
Avviciniamo le mamme.
Nulla lasciamo intentato di quanto
potrebbe giovare spiritualmente alla
vita della gioventù”
……………………………………….
L’atmosfera di bontà, di confidenza,
di amicizia, di colloquio individuale,
di dialogo, di letizia semplice e pura
sia la caratteristica dei nostri oratori
(Dir. 1975 – pg.42)

Poiché i parroci devono condurre i fedeli

alla piena conoscenza del Ministero della
salvezza mediante la catechesi e devono
raggiungere globalmente e capillarmente
la porzione di gregge loro affidata, essi
come annuncia il decreto Cristus Dominus
ad n.30, si servono dei religiosi.
Negli oratori, nelle scuole, in tutti i campi
in cui ha la possibilità di lavorare,
la suora della Famiglia del S. Cuore di Gesù
si preoccuperà di realizzare ed adempiere
questo dovere che la rende coadiutrice
della Chiesa stessa e apostola di verità,
in risposta agli inquietanti problemi
dell’uomo di oggi”.
(Dir. pg.43)

La nostra Congregazione è stata fondata
in vista di una attività apostolica ordinata
al servizio diretto della Chiesa,
specialmente nelle parrocchie, e in vista
di tutte quelle attività che la necessità
dei tempi e i bisogni degli uomini, specie
della classe povera, richiedono…
le suore prendono autenticamente parte
al lavoro missionario della Chiesa,
vivificandolo e compenetrandolo con
la loro consacrazione religiosa, vissuta
in un clima di spiritualità propria,
fatta di semplicità e di piena disponibilità”.
(Costituzioni cap. 3 pag. 31).

UN MESSAGGIO PER LE GIOVANI

La messe è molta, ma gli operai sono pochi!
Pregate il padrone della messe
che mandi operai nella sua messe!
(Mt 9,37-38)

E’ veramente una esperienza sofferta quella di non poter dare risposta alle molteplici voci che da ogni parte del mondo e della Chiesa, si levano, ogni giorno, chiedendo di essere esaudite.
Occorrono nuove energie operanti il messaggio della salvezza in una pienezza di vita.
Il Signore susciti in molte giovani il desiderio, la passione di donarsi a Cristo per la salvezza dei fratelli.
Giovane che leggerai queste righe troverai in queste pagine quanto si può fare per amore dei fratelli.
“Vieni e vedi”.

CONCLUSIONE

Pietre miliari di un cammino centenario

Luci nella notte. (Quella seguente il 2 febbraio 1879) nella quale Laura, illuminata interiormente, stilò il suo progetto, senza quasi rendersi conto di ciò che aveva scritto sotto l’azione dello Spirito.
Il travaglio della realizzazione. L’opera in un certo qual modo così concepita attraverso un lungo periodo di prova, di sofferenza, e di penosa attesa, da parte di Laura, veniva man mano informando la spiritualità stessa di Laura che si preparava, così, ad accoglierne la realizzazione nel momento in cui a Dio sarebbe piaciuto che ciò avvenisse.
La realizzazione 1880. Potremmo chiamare il 22 settembre 1880 data, se non della nascita ufficiale, data della nascita visibile della Congregazione agli occhi di quanti furono presenti ad accoglierla, alla luce di un orizzonte apostolico nel quale doveva iniziare i suoi primi passi di un lungo cammino.
Lo sviluppo iniziale. Provocò i dolori della prima crescita, ma anche le gioie di una prima espansione, quasi prodigiosa, in molti paesi della Diocesi di Milano, per le finalità specifiche che si proponeva. Le Suore, formate dalla Madre Laura, operavano nelle Parrocchie, secondo il suo spirito compiendo le opere stabilite con grande amore e dedizione.
Anni fortunosi ed eroici (1880 –1898) – (Vedi Fondazione e crisi).
Un testo significativo del 1891, costituisce la sintesi del periodo:
“Tu hai voluto queste opere, ma quanto mi resta da patire! Per i mezzi (finanziari) sono lasciata sola; tutti si sono ritirati. Sono un’intrigante, un’illusa… O Gesù, fa che non si prendano scandalo di me. Ebbi pure la benedizione e l’incoraggiamento del tuo Vicario; e perché succedono tutte queste mali intelligenze? Gesù, purchè faccia quanto a Te piacerà nulla mi fanno tante calunnie e critiche… Sono i tuoi interessi che ho fatto, e tu proteggerai la mia famiglia religiosa”.
(Madre Laura)
E pagò di persona. “O Gesù, dammi forza, umiliami pure fin che vuoi, lo merito, ma salva le mie figlie. Sai, Amor mio, che per loro sono pronta a qualunque sacrificio, a dare la vita cento volte al giorno. Sai quanto le amo!
Sono giudicata finta, bugiarda, ingiusta, disobbediente, capricciosa, superba… scialacquatrice… pazza. O Gesù io merito questo, ma pur voglio e sento di amarti.
Rendi tanto bene a chi mi dice queste cose, ma fa in modo che non sia di scandalo alle mie figlie!”.
(Madre Laura)
Una rifioritura (1900) si giunge ad un vero “assetto spirituale, morale e materiale”. E’ avvenuta mentre era Superiore il Prevosto Anselmi. Il chicco passato attraverso la morte ha generato frutti di vita.
Il sacrificio della Madre aveva permeato il tessuto vitale della Congregazione, producendo in esso germi di virtù e di rinascita.
L’approvazione papale (1910 – 1923).L’approvazione papale (1910 – 1923). Permise alla Congregazione di stabilirsi definitivamente nella Chiesa come parte vitale.
La Madre era stata incoraggiata e benedetta da Leone XIII e da S. Pio X, ma toccò nell’ordine della Provvidenza ad un figlio spirituale del Parroco Don Ercole Ria – PIO XI – dare l’assenso definitivo alla Regola della Congregazione.
Ulteriori espansioni (1933 – 1962). Nel 1933 si verificò un’espansione nell’Italia meridionale, e si aprirono case nelle Puglie e nella Basilicata e nel 1962 in due località di Basilea (Svizzera) per l’assistenza dei bambini degli emigrati italiani.
Incremento delle opere apostoliche. Con l’espansione territoriale si è verificato, soprattutto in questi ultimi decenni, un incremento delle opere apostoliche, a cominciare dall’assistenza all’infanzia estesa anche ai nidi. La catechesi si è rinnovata nei contenuti e sperimenta per un maggior numero di persone, sempre nell’ambito parrocchiale, ed anche scolastico; si aggiunge quella famigliare per i genitori dei battezzandi a cominciare dal periodo prenatale; ed anche una catechesi volante per le vie del mondo.
Aggiornamento degli oratori festivi e feriali.

Spiritualità vivificante. La spiritualità che vivifica l’opera apostolica è quella delle origini, pur rinnovata nelle forme esterne che si ispirano ai segni dei tempi.
Mediante i Capitoli generali, gli incontri e i corsi formativi per le Suore, si va continuamente alla ricerca della autenticità, che si richiama ai principi evangelici, al CARISMA di Fondazione, alle Direttive Conciliari, perché la Congregazione possa e sappia essere veramente CHIESA.