L’inizio della Congregazione è segnato, come sappiamo, dalla esperienza spirituale di Madre Laura che guidata dallo Spirito progetta e vive una santità di vita non comune.

Laura contempla il Cuore trafitto di Gesù, si lascia condurre in un cammino di incarnazione in mezzo al popolo del suo tempo divenendo testimone credibile dell’amore misericordioso di Dio per ogni uomo.

In altri termini ha amato e fatto amare il Cuore di Gesù. Ed è ciò che chiede ancora a noi oggi.

Questa sintesi carismatica “amare e far amare il Cuore di Gesù” dà significato e spessore alla nostra missione oggi.

Non c’è missione senza un Cuore da annunciare, non c’è missione senza amore da ricevere e da donare.

Trentasei anni di presenza delle nostre comunità in Repubblica Democratica del Congo, a chi mi chiede “cosa fate?”, io rispondo innanzitutto a me stessa con una domanda: “Cosa SIAMO per questi fratelli? Per questa Chiesa?”.

E vedo svelato davanti a me il segreto della missione: ESSERE testimonianza di una realtà che ci avvolge, ci supera e al momento stesso così vicina a noi da lasciarci senza fiato.

Ogni gesto, ogni parola, ogni servizio da noi compiuto deve essere capace di suscitare nell’altro il desiderio dell’incontro con Gesù.

Se la missione non realizza questo allora non è missione.

In questo mese di ottobre, parlare di missione, vuol dire allora tornare alle origini della Chiesa e a quelle della nostra Congregazione per riscoprire e rivitalizzare in noi quelle motivazioni che hanno fatto di Madre Laura, non solo la fondatrice, ma il modello da seguire per realizzare il disegno che il Signore ha da sempre voluto per l’umanità: che tutti siano uno in Cristo Gesù. 

Sr Giliola