Suore giovani alla scuola del beato don Mario Ciceri

A pochi giorni dalla beatificazione di don Mario Ciceri, le suore giovani hanno voluto vivere un momento di preghiera e formativo centrato sulla sua figura.

L’appuntamento si è aperto con la preghiera dei vespri ai piedi dell’altare di don Mario Ciceri, con un’intenzione di preghiera particolare per i sacerdoti diocesani, che in don Mario possono scoprire un modello di pastore secondo il Cuore di Cristo, ma anche per noi suore, perché dalla passione del Beato per la parrocchia possiamo imparare uno stile di presenza nella Chiesa fatta di umiltà, fedeltà e servizio.

Al termine del vespro ci è stata illustrata l’urna che racchiude le ossa del Beato qui ben custodite dopo l’ispezione canonica. Sull’urna sono rappresentate diverse scene che mettono in parallelo alcuni tratti del volto di Cristo con aspetti della vita di don Mario: a Gesù che insegna ai fanciulli corrisponde don Mario che parla con i ragazzi, al Buon Pastore l’immagine del sacerdozio del Beato, a Gesù tra i discepoli don Mario con i seminaristi e a Gesù che guarisce il cieco il sacerdote che accudisce i malati.

Dopo questa sosta abbiamo potuto visitare la mostra e vedere gli oggetti che le mani di don Mario Ciceri hanno toccato e che sono segnati dal tempo sì ma anche dalla santità; i suoi diarietti pieni di appunti di vita quotidiana e di pensieri spirituali; la rivista “Voce amica” che permetteva a don Mario di comunicare con i suoi giovani che erano al fronte…

Le caratteristiche che ci hanno più toccato sono state la semplicità della sua presenza e il suo annuncio perseverante tra i giovani e verso gli ammalati, secondo le esigenze del tempo.
Ci viene naturale fare un confronto con la nostra madre Laura: unico amore per il Signore Gesù e per il servizio nella Chiesa:

  • la voglia di farsi santi, il desiderio di fare la volontà di Dio e quella bella insistenza per chiedere che tutta la vita sia una donazione;
  • la semplicità, la passione e l’umiltà di rendersi presente e al servizio delle persone a cui si è affidati;
  • la quotidianità vissuta tra la gente ‘di campagna’: la povertà dell’epoca che non lascia indifferente..

Dal cuore ci sgorga una sola parola GRAZIE al Signore Gesù per la grazia della vita di donazione che apre mente e cuore alla sua misericordia ricevuta e da far circolare.
Preghiamo per tutti noi, perché, con coraggio possiamo aggiornare la nostra presenza, desiderando la santità e con forza possiamo annunciare lo stesso amore per Dio al suo popolo!